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Per un aiuto psicologico ed educativo

Il mal d’amore

Il mal d’amore

Il “mal d’amore” affligge, è fonte spesso di sofferenza, di scacchi relazionali, un sentimento per certi versi rischioso, un’illusione di cui però tutti, ci auguriamo, possano almeno una volta ammalarsi sul serio. Più che un “male” l’amore incarna la nostra condizione umana di esseri “mancanti”, ci parla della nostra indefinitezza e imperfezione, del nostro divenire attraverso l’incontro con l’Altro, motore vitale e potenziale di energia ma anche di sofferenza.

Nel nostro lavoro come terapeuti molto tempo è impiegato nell’ascoltare le storie d’amore dei nostri pazienti, spesso infelici. Anche il mestiere dello psicoterapeuta è intriso di amore, uno specifico tipo di amore per la vita che rende disponibili risorse creative per la propria e altrui esistenza, fondato sulla speranza nella relazione umana quale risorsa per curare il dolore della mente. Nell’autenticità del sentire viviamo una specialissima storia affettiva, intessuta di dimensioni molto vive anche se non agite e offriamo la nostra mente e la nostra affettività per prenderci cura di qualcuno, per cercare noi stessi oltre che l’altro, per interrogarci insieme al nostro paziente sul senso della vita.

Un obiettivo del lavoro analitico è imparare, attraverso l’incontro, ad amare o a lasciarsi amare, sapendo accogliere un amore prigioniero del passato per trasformarlo nell’amore per una nuova relazione. E’ credere nel cambiamento sapendo tenere insieme anteriorità e attualità perché sappiano sorreggersi e correggersi a vicenda, anziché contrapporsi. E’ continuare a rincorrere un’utopia che non muore per le sconfitte subite ma può risorgere sempre come l’Araba fenice dalle proprie ceneri. Anche se non si raggiungerà mai la Terra Promessa, bisogna andare alla sua ricerca, come i cavalieri del Graal, sempre sconfitti ma sempre ripartenti verso l’avventura. Nello stesso tempo è credere anche nel disincanto, quale forma ironica, malinconica e agguerrita della speranza che ci dice che l’incanto non c’è ma suggerisce nel modo e nel tono in cui lo dice, che esso, nonostante tutto, c’è e può riapparire quando meno lo si attende.

Autore: Dott.ssa Annamaria Migliore